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SCHEDA
IDENTITÀ
Nome orig.: सत्त्र
Altri nomi: Satra
Etimologia: Sessione, Seduta
Sesso: Neutro
Luogo di nascita: [[{{{nascitaluogo}}}]]
Tipo di nascita: {{{nascitatipo}}}
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Dimora: [[{{{dimora}}}]]
Luogo di morte:
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Eventi:
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Fratelli/Sorelle:
Fratellastri e/o
Sorellastre:
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LOCALIZZAZIONE
Macrosezione: Mitologia
Sezione: Mitologia Indo-Iranica
Sottosezione: Mitologia Indiana
Continente: Asia
Area: Asia Meridionale
Paese: India
Regione: [[]]
Provincia: [[]]
Città: [[]]
Origine: Hindu
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Eventi
Sottotipologia: Riti
Specificità: [[:Elenchi:|]]
Sub: [[:Elenchi:|]]
CARATTERI
Aspetto:
Indole: [[:Elenchi:Indole: |]]
Elemento:
Habitat:
ATTRIBUTI
Fisici


Animali


Piante


Minerali


Colori


Numeri

12, 100, 1000

Alimenti


Armi


Abbigliamento


Altri Attributi


VOCI SIMILI

.

TEMATICHE
Sacrificio, Tempo, Comunità, Trascendenza, Ritualità, Cosmo, Purificazione, Conoscenza





Il sattra è una forma complessa di sacrificio di Soma, caratterizzata dalla sua durata estesa e dalla partecipazione collettiva di soli Bramini. A differenza degli altri riti vedici (Shrauta), dove esiste un unico beneficiario (Yajamana) che finanzia il rito eseguito dai sacerdoti, nel sattra tutti gli officianti condividono lo status di sacrificatori e i meriti spirituali che ne derivano. Questa pratica rappresenta l'apice della tecnologia rituale vedica, volta a sostenere l'ordine cosmico (Rita) e a ottenere l'immortalità o l'accesso ai mondi celesti.

ETIMOLOGIA

Il termine sanscrito Sattra deriva dalla radice sad- ("sedere"), indicando una "seduta" o una "sessione". Il nome sottolinea la natura stanziale e prolungata del rito, durante la quale i partecipanti rimangono consacrati (Dikshita) in un luogo sacro. In senso lato, il termine è passato a indicare anche ospizi o luoghi di distribuzione gratuita di cibo, riflettendo lo spirito di condivisione comunitaria originario del rito.

NASCITA

L'origine mitica del sattra è legata ai Deva stessi, che avrebbero eseguito le prime sessioni millenarie per ottenere la supremazia sugli Asura e stabilizzare l'universo. Le fonti primarie descrivono il primo sattra come un atto cosmogonico: attraverso la "seduta" rituale, il tempo stesso viene ordinato e gli dei acquistano la loro natura immortale. Nelle epopee, grandi sattra vengono intrapresi dai saggi per purificare il mondo o per generare discendenze divine.

RELAZIONI E FIGLI

Non essendo un'entità antropomorfa, il sattra non possiede relazioni familiari nel senso convenzionale. Tuttavia, crea un legame di "fratellanza rituale" tra i partecipanti, che devono operare in perfetta armonia verbale e gestuale. Il "frutto" del sacrificio (*Yajnaphala*) è considerato la progenie spirituale del rito, assicurando la continuità della stirpe e della conoscenza sacra attraverso le ere.

MITO

Il sattra funge spesso da cornice narrativa per la rivelazione di testi sacri e miti eroici, poiché durante le pause del lungo rito i bardi (Suta) recitavano le genealogie e le gesta divine.

IL SATTRA DI NAIMISHARANYA

Il sattra più celebre della mitologia hindu è quello intrapreso dai saggi (Rishi) guidati da Saunaka nella foresta sacra di Naimisha. Questo rito, della durata di dodici anni, funge da scenario per la recitazione del Mahabharata e di vari Purana. In questo contesto, il sacrificio rituale si fonde con il sacrificio della parola: l'ascolto delle storie divine diventa parte integrante del processo di purificazione cosmica (Mahabharata, 1.1.1) [2].

IL SACRIFICIO DEI DODICI GIORNI

Il Dvadasaha è considerato il modello base di ogni sattra. Esso rappresenta il ciclo del tempo e le fasi della creazione. I testi bramanici spiegano che chiunque esegua correttamente questo sattra "si siede" nei mondi celesti, equiparandosi ai Prajapati (Shatapatha Brahmana, 4.5.1.1) [3]. La precisione millimetrica richiesta nell'esecuzione riflette l'idea che il minimo errore possa incrinare l'ordine dell'universo.








ICONOGRAFIA

L'iconografia del sattra è legata alla disposizione geometrica degli altari di fuoco (Vedi) e alla complessità degli strumenti rituali. Non essendoci una figura centrale, l'immagine simbolica è quella di un cerchio o di una linea di sacerdoti assorti nella recitazione, circondati da fuochi perenni. Nelle miniature, i grandi sattra (come quello nella foresta di Naimisha) sono raffigurati come assemblee di saggi radiosi sotto alberi sacri, impegnati nel dialogo filosofico che intervalla le offerte.

ATTRIBUTI

Il sattra è caratterizzato dalla Diksha (consacrazione) prolungata, che impone ai partecipanti restrizioni ascetiche severe. Gli attributi simbolici includono l'altare a forma di falco (Shyenaciti) per i riti più complessi e l'uso massiccio di inni tratti dal Rigveda e dal Samaveda. Un attributo fondamentale è la "concordia" (Samjnana): se i sacrificatori entrano in conflitto, il sattra fallisce, portando il caos invece dell'ordine.

INTERPRETAZIONE

Il sattra è interpretato dagli studiosi moderni come la massima espressione del collettivismo religioso vedico. Mentre i riti ordinari rafforzavano il potere del re, il sattra rafforzava la coesione della classe sacerdotale. Mircea Eliade lo ha descritto come una tecnica per l'annullamento del tempo profano e la reintegrazione nel tempo mitico delle origini. [1]

TIPI DI SATTRA

  • Ahina: Sacrificio che dura più giorni (spesso usato per sattra brevi).
  • Dirghasattra: La lunga sessione, riferito ai riti che durano un anno o più.
  • Sahasrasattra: Il sacrificio dei mille anni, una categoria mitica eseguita dagli dei.


CORRELAZIONI

Voci

Espandi Elenco Voci Correlate
Nome Tipologia Origine Sesso
Agnihotra Eventi Hindu Neutro
Asura Concetti Vedismo
Deva Concetti
Naimisha Luoghi Hindu Neutro
Rishi Umani Maschio
Suta Umani Hindu Maschio

Pagine

Racconti

Espandi Elenco Racconti

BIBLIOGRAFIA

Fonti Antiche

Espandi Elenco Fonti Antiche

Fonti Moderne

Espandi Elenco Fonti Moderne


  1. ↑ L'analisi moderna evidenzia come il sattra rappresenti il passaggio dal ritualismo magico alla speculazione filosofica: l'enfasi sulla durata e sulla ripetizione prepara il terreno per le dottrine dello yoga e della meditazione.
  2. ↑ L'analisi critica mostra come il sattra si trasformi da puro atto rituale a evento intellettuale e narrativo. La foresta di Naimisha diventa un "centro del mondo" dove il rito sostiene la memoria collettiva dell'umanità.
  3. ↑ Letterariamente, il testo stabilisce un'identità tra il rito e il tempo. Il sattra non è solo un atto nel tempo, ma è il tempo stesso che viene rigenerato attraverso il fuoco e il canto.