Apri/Chiudi il menu
Toggle preferences menu
Apri/Chiudi il menu personale
Accesso non effettuato
Il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente se effettuerai modifiche.
SCHEDA
Regista: Farina, Corrado
Anno: 1973
Tipo: Lungometraggio
Genere: Thriller
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Italia
Cast: Carroll Baker, George Eastman, Isabelle De Funès, Ely Galleani, Daniela Balzaretti
SEZIONI CORRELATE
Macrosezione: Folklore
Sezione: [[{{{sezione}}}]]
Sottosezione: [[{{{sottosezione}}}]]
TIPOLOGIE CORRELATE
Tipologia: Creature Fantastiche
Sottotipologia: Umanoidi
Specificità: Maghi&Streghe








Baba Yaga è un film del 1973 diretto da Corrado Farina, ispirato al fumetto erotico Valentina creato da Guido Crepax. Il film mescola elementi di thriller psicologico, erotismo e atmosfere fantastiche, trasponendo sullo schermo il personaggio della fotografa Valentina Rosselli e il suo incontro con una misteriosa donna dalle inquietanti caratteristiche soprannaturali. Carroll Baker interpreta la figura enigmatica di Baba Yaga, mentre Isabelle De Funès veste i panni di Valentina. L'opera si inserisce nel filone del cinema italiano degli anni Settanta caratterizzato da sperimentazione visiva e contenuti trasgressivi.

TRAMA

Valentina Rosselli è una giovane fotografa di moda che vive a Milano con il fidanzato. Una sera, dopo una festa, incontra una donna elegante e misteriosa di nome Baba Yaga che sembra esercitare su di lei uno strano fascino ipnotico. Dopo questo incontro, Valentina comincia a sperimentare incubi ricorrenti e fenomeni inspiegabili che sembrano influenzare la sua vita professionale e sentimentale. La sua macchina fotografica, regalo della stessa Baba Yaga, inizia a comportarsi in modo anomalo: le fotografie che scatta mostrano eventi inquietanti e premonitori. Valentina scopre che alcune delle sue modelle muoiono o scompaiono misteriosamente in circostanze legate alle immagini catturate dall'obiettivo. Attratta e terrorizzata al tempo stesso, la fotografa indaga sulla vera natura di Baba Yaga, scoprendo che vive in una villa gotica piena di oggetti sadomasochistici e abitata da una bambola a grandezza naturale di pelle che sembra animarsi. Il confine tra realtà e incubo si fa sempre più labile mentre Valentina cerca di liberarsi dall'influenza malefica della donna, che sembra volerla possedere completamente.

ANALISI CRITICA

Il film di Corrado Farina rappresenta un tentativo ambizioso di tradurre in immagini cinematografiche l'universo grafico ed erotico di Guido Crepax, caratterizzato da linee sinuose e atmosfere oniriche. La pellicola si distingue per la sua estetica ricercata, con inquadrature che richiamano deliberatamente le vignette del fumetto originale, utilizzando zoom improvvisi, dissolvenze e una fotografia che alterna luci e ombre in modo espressivo. La sceneggiatura gioca sull'ambiguità tra dimensione reale e dimensione fantastica, lasciando spesso lo spettatore nel dubbio su cosa sia effettivamente accaduto e cosa appartenga invece alle visioni di Valentina.
Il personaggio di Baba Yaga riprende il nome della celebre strega del folklore slavo orientale, ma viene reinterpretato in chiave moderna come figura di potere femminile oscuro e seduttivo. La villa gotica dove abita diventa uno spazio metaforico di dominazione psicologica e sessuale, popolato da simboli sadomasochistici che riflettono le ossessioni e le paure della protagonista. La bambola vivente, uno degli elementi più inquietanti del film, funziona come emanazione fisica del controllo che Baba Yaga esercita su Valentina, incarnando la minaccia di una sessualità deviante e mortale.
Nonostante le ambizioni artistiche e l'interessante fusione di generi, il film ebbe un'accoglienza controversa. Alcuni critici apprezzarono la sperimentazione visiva e il tentativo di creare un'atmosfera sospesa tra il thriller psicologico e il cinema fantastico, mentre altri criticarono la narrazione frammentaria e l'eccessiva enfasi sugli aspetti erotici a scapito della coerenza narrativa. Carroll Baker offre una performance magnetica nel ruolo della seduttrice demoniaca, conferendo al personaggio un'eleganza decadente che costituisce uno dei punti di forza della pellicola.
Baba Yaga rimane oggi un'opera di culto del cinema italiano degli anni Settanta, apprezzata soprattutto dagli estimatori del genere fantastico e del cinema d'autore sperimentale. Il film testimonia un periodo in cui il cinema italiano si confrontava con nuove forme di rappresentazione della sessualità e del soprannaturale, cercando di oltrepassare i confini della narrazione convenzionale attraverso un linguaggio visivo audace e provocatorio.

VOCI CORRELATE