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Fonti:Il mulino di Amleto

Da Il Crepuscolo degli Dei.
SCHEDA
Titolo orig.: -
Autore: De Santillana, Giorgio e Von Dechend, Hertha
Continente: {{{continente}}}
Area: {{{area}}}
Paese: {{{paese}}}
Anno: 1969
Lingua orig.: Inglese
Traduzione: -
In Biblioteca: No
CLASSIFICAZIONE
Tipo: Fonti Moderne
Forma: {{{forma}}}
SEZIONI CORRELATE
Macrosezione: [[{{{macrosezione}}}]]
Sezione: Mitologia Comparata
Sottosezione: [[{{{sottosezione}}}]]
TIPOLOGIE CORRELATE
Tipologia: [[:Elenchi:{{{tipologia}}}|{{{tipologia}}}]]
Sottotipologia: [[:Elenchi:{{{sottotipologia}}}|{{{sottotipologia}}}]]
Specificità: [[:Elenchi:{{{specificità}}}|{{{specificità}}}]]


Il mulino di Amleto è uno di quei rari libri che mutano una volta per tutte il nostro sguardo su qualcosa: in questo caso sul mito e sull'intera compagine di ciò che si usa chiamare "il pensiero arcaico". Cresciuti nella convinzione che la civiltà abbia progredito "dal mythos al logos", ci troviamo qui di fronte a uno sconcertante spostamento di prospettiva: anche il mito è una "scienza esatta", dietro la quale di stende l'ombra maestosa di Ananke, la Necessità. Anche il mito "opera misure", con la precisione spietata: non già le misure di uno Spazio indefinito e omogeneo, bensì quelle di un Tempo ciclico e qualitativo, segnato da scansioni scritte nel cielo, fatali perché sono il Fato stesso.