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SCHEDA
IDENTITÀ
Nome orig.: '
Altri nomi: '
Etimologia: dio terribile
Sesso: Maschio
Genitori: [[{{{padre1}}}]]
oppure [[{{{padre2}}}]]
oppure [[{{{padre3}}}]]
oppure [[{{{padre4}}}]]
Fratelli/Sorelle:
Fratellastri e/o
Sorellastre:
' '
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LOCALIZZAZIONE
Macrosezione: Mitologia
Sezione: Mitologia Germanica
Sottosezione: Mitologia Norrena
Continente: Europa
Area: Nordeuropa
Paese: Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda
Regione: [[]]
Provincia: [[]]
Città: [[]]
Origine: Norreni
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Divinità
Sottotipologia: Divinità delle Attività
Specificità: Divinità della Guerra
Sub: [[:Elenchi:|]]
CARATTERI
Aspetto: Antropomorfo
Indole: Neutrale
Elemento: Terra
Habitat: Cielo
ATTRIBUTI
Fisici


Animali

Corvo, Cavallo

Piante


Minerali


Colori


Numeri


Alimenti


Armi

Lancia

Abbigliamento

Anello

Altri Attributi


VOCI SIMILI

.

TEMATICHE
Creazione, Omicidio, Fratricidio, Guerra, Magia, Poesia






"Dio terribile". Padre degli Asi; figlio di Bor e della gigantessa Bestla, fratello di Vili e , sposo di Frigg; è il capo degli dèi; sue sfere di competenza sono la guerra, la poesia e la magia delle rune.

NASCITA

Nelle vene del dio padre di tutti gli dèi scorreva anche il sangue non certo divino dei giganti. Odino infatti nacque, all'inizio dei tempi, dalla gigantessa Bestla, sposa di Bor, figlio dei primordiale essere androgino Buri, plasmato dalla lingua della vacca Adhumla nel ghiaccio salato che avvolgeva il cosmo. In quei tempi oscuri Odino aveva anche due fratelli, Vili e , suoi complici nell'uccisione di Ymir, il macroantropo che, con il suo colossale cadavere, fornì la materia prima per la creazione dell'universo. Odino in seguito, bramoso di potere, si macchiò dell'orrendo crimine di fratricidio, eliminando cruentemente gli ormai scomodi fratelli e divenne il signore assoluto di Asgardh.

RELAZIONI E FIGLI

Sua sposa è Frigg, dea della fecondità e della fertilità, con la quale generò tutti gli altri dèi tranne Thor, primogenito nato da un suo lungo flirt con Jordh, la "madre terra".

MITO

DIMORA

Dimora di Odino in Asgardh è Valaskjalf, "scoglio degli uccisi", dove, assiso sul trono Hlidskjalf, scorge tutto ciò che accade nel mondo.

GLI ASPETTI DI ODINO

IL DIO SAGGIO

Odino era il più saggio tra gli dèi e tutte le altre divinità andavano da lui per chiedergli consiglio. Si racconta che il dio, per bere alla Mimisbrunnr, la portentosa sorgente di ogni sapere posta nei pressi di una delle radici di Yggdrasil, abbia dato in pegno un suo occhio all'oscuro guardiano della fonte. L'occhio divino giace da allora nelle acque gelide della sorgente, doloroso prezzo pagato per acquisire una vista più preziosa: lo sguardo del saggio che sa scorgere dietro le apparenze l'essenza delle cose.

SIGNORE DELLE FORCHE

L'amore per la sapienza e l'ansia di comprendere i più reconditi misteri spinsero Odino a sottoporsi ad un altro cruento rituale.
Nell'Havamal (138-145) si racconta di come Odino pendesse per nove notti da un albero con radici misteriose al vento (probabilmente Yggdrasil), dopo essersi inflitto con una lancia un'ulteriore tortura, colpendosi e ferendosi duramente. È la cosiddetta "ferita di Odino", il segno inciso nella viva carne a testimoniare l'appartenenza al dio, ferita che molti guerrieri si procuravano nel tentativo di ingraziarselo.
Durante ciascuna delle notti Odino apprese un canto magico dalle rune e bevve un sorso di idromele da Odhrarir, diventando sempre più saggio e forte. Per questo Odino è detto "signore delle forche" e "dio degli impiccati". Egli aveva il dono di incidere e dipingere delle rune che avevano il potere di rianimare l'impiccato e farlo parlare, probabilmente con lo scopo di attingere alla saggezza che appartiene ai defunti.
A tale episodio si ricollegano appellativi come "dio degli impiccati"ed una serie di testimonianze che sembrerebbero provare l'esistenza di sacrifici umani tributatigli durante misteriose cerimonie.

DIO DELLA POESIA

Odino è dio della poesia, egli stesso parlava solo in poesia. Uno dei suoi doni al favorito Starkadh era la capacità di poetare con la velocità della parola. La poesia è il prezioso "idromele", ricavato dal sangue di Kvasir che Odino ha rubato e donato agli dèi ed agli uomini. Secondo la leggenda, infatti, quando Odino viaggiava con il nome di Bolverkr, prese servizio presso il gigante Baugi, fratello di Suttungr, e chiese come ricompensa per il lavoro svolto un sorso dell'idromele custodito da Suttungr in tre recipienti. Suttungr però si rifiutò e così Bolverkr, con il suo trapano Rati, fece un foro nella roccia del castello di Suttungr e, tramutatosi in serpente, strisciò lungo il foro, e si trovò di fronte Gunnlodh con la quale giacque per tre notti consecutive e che gli concesse tre sorsi di idromele. Con ogni sorso, Odino svuotò uno dei tre recipienti in cui era contenuto l'idromele (Odhrarir, Bodhn e Son).
A quel punto Odino si trasformò in aquila e volò via, inseguito da Suttungr che aveva compiuto la stessa metamorfosi. Vedendo arrivare Odino, gli altri dèi prepararono, vicino alle mura di Asgardh, alcuni recipienti nei quali Odino vomitò l'idromele che aveva bevuto. Nella fretta, però, una parte del liquido cadde al di fuori delle mura. Questa porzione di idromele è chiamata "la porzione del poeta pazzo", e ciascun uomo può berla. La poesia è definita, da poeti e scaldi, in molti modi che la associano a questa leggenda, ad Odino o ad uno dei suoi molti epiteti. E così la poesia è il "sangue di Kvasir", "acqua dei nani", "miele di Suttungr", "premio di Odino". O ancora il "mare di Odino" (Odhins agir), "la coppa di Ygg", "il fusto di Vidhur", "la festa di Gauti", la "santa coppa del dio corvo", "il dono di Grimnir".

DIO VAGABONDO

Molto spesso una noia tremenda assaliva Odino, rendendogli irrespirabile la divina aria di Asgardh, facendogli desiderare il contatto con i comuni mortali. Allora si divertiva a girovagare sotto false spoglie per il mondo, stupendo o terrorizzando chi lo incontrava. E sebbene fosse il più importante degli dèi, usava travestirsi da vecchio, indossando un abito che aveva conosciuto tempi migliori, tutto sdrucito e senza una manica. Vafudhr, il "vagabondo", uno degli appellativi assunti da Odino in tali peregrinazioni terrene, si avvolgeva, per proteggersi dal freddo, in un ampio mantello turchino e si appoggiava ad un nodoso bastone con la punta di ferro: nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel vecchio orbo, con una lunga barba grigia incolta, con il viso seminascosto da un cappello floscio a larghe tese fosse il dio invocato dai guerrieri, il signore di tutti gli dèi.

DIO DELLA GUERRA

Tremende urla selvagge rintronavano da lontano, giungendo alle orecchie dei soldati terrorizzati ed intimoriti: esse annunciavano, con la loro bestialità, l'arrivo di indomite schiere di feroci guerrieri assetati di sangue come dei lupi discesi dalle montagne innevate. I soldati, ormai intontiti ed accecati dalla paura, sapevano che si sarebbero trovati di fronte ad esseri metà uomini e metà bestie feroci che, sprezzanti dei pericolo ed incuranti delle ferite, si precipitavano in battaglia senza armatura, mordendo i loro scudi come degli assatanati, uccidendo chiunque si parasse loro innanzi. Questi oscuri dispensatori di morte e di distruzione erano forti come orsi o tori selvaggi e né fuoco né ferro avevano effetto su di loro. Indossavano solo pelli d'orso o di lupo, che contribuivano ad accentuare il loro aspetto di sinistri ambasciatori del male. Gli animaleschi guerrieri, personificazioni della furia annientatrice, erano i mitici berserkir, "quelli vestiti di pelli d'orso", e gli ulfhedhnir, "quelli vestiti con pelli di lupo". Appartenevano ad alcune società cultuali dedicate ad Odino, nella sua valenza di dio della guerra. I membri di queste società, vere e proprie sette, si sottoponevano a crudeli riti di iniziazione, ingurgitando, a quanto sembra, anche sostanze ìnebrianti e facendo uso di droghe capaci di renderli insensibili al dolore fisico. Ed è in tali sostanze stupefacenti che va forse ricercata la fonte dell'eccezionale carica distruttiva che caratterizzava il loro delirio bellico il furor bersercicus, come è stato definito. Ma le armi che Sigfodhr, "padre della vittoria", uno degli appellativi di Odino, usava per favorire i suoi protetti non erano certo onorevoli: con dei sortilegi imbrigliava le armi del nemico immobilizzandole nelle loro mani, rendendo vano ogni tentativo di valorosa difesa. Oppure accadeva che, all'improvviso, i guerrieri fossero accecati e, non scorgendo nemmeno il nemico, perissero miseramente trafitti dalle lance dei "raccomandati" di Odino. A questo aspetto del dio allude molto chiaramente un altro suo appellativo: Herblindi, l'«accecatore dei guerrieri». Del resto, in simili casi, c'è sempre l'altro aspetto, quello di chi gode, e si ringraziava Herteitr, il «rallegratore dell'esercito», quando si usciva vittoriosi da una battaglia. Ma Odino era estremamente capriccioso, pronto a ritirare il suo appoggio da un momento all'altro senza un motivo apparente, funestando i suoi protetti con dispetti mortali.
Ma lo spirito di Odino aleggiava soprattutto dopo la battaglia, quando le sue emissarie femminili, le Valchirie, montando cavalcature alate, scendevano sui rutilanti terreni di scontro e prelevavano i corpi dei valorosi che ineritavano l'ingresso alla Valhalla, il paradiso dei prodi. Ecco perché Odino è chiamato Valfodhr, "padre degli uccisi", poiché colui che muore coraggiosamente in battaglia, il val, diventa suo figlio adottivo. Tale suo carattere di divinità psicopompa è alla base della sua identificazione con Mercurio nell'interpretazione romana di Tacito.

EPITETI












MORTE

Ed è proprio con la testa di Mimir che, alla fine dei tempi (Ragnarok), Odino si consulterà invano , prima di essere inghiottito dal lupo Fenrir, ma sarà vendicato dal figlio Vidharr.

ATTRIBUTI

Nel Valhalla, Odino offriva elaborati banchetti, anche se lui beveva solo vino, nutrimento sufficiente per la sua sopravvivenze. La carne che gli veniva servita la dava ai suoi lupi, Geri e Freki.
Odino aveva inoltre due corvi chiamati Huginn (pensiero) e Muninn (memoria), appollaiati sulle sue spalle. Ogni giorno partivano volando su tutto l'universo e quando tornavano riferivano al dio ciò che avevano visto.
La sua cavalcatura era il cavallo Sleipnir, animale ad otto zampe. la sua lancia si chiamava Gungnir, forgiata dai nani Brokkr e Sindri, e centrava sempre il bersaglio. Implacabile strumento di morte, l'arma divina, una volta scagliata nel mezzo di una battaglia, continuava da sola a colpire all'infinito, dispensando orrende menomazioni agli sfortunati nemici dei dio.
Gli abilissimi nani artigiani e fabbri, creatori della magica spada, donarono al dio anche l'aureo anello Draupnir, "che gocciola", fornito della stupefacente proprietà di autoriprodursi ogni nove notti in otto esemplari di identico peso e bellezza. L'inestimabile gioiello, fonte di infinite ricchezze, sarà posto, come aureo viatico per il triste viaggio nell'aldilà, sulla pira funebre del bellissimo Baldr, lo sfortunato figlio di Odino ucciso dalla malvagità e dall'invidia di Loki.
Sembra che Odino custodisse gelosamente una macabra reliquia, testimonianza del suo amore paterno: la testa di Mimir, il dio che insieme ad Hoenir fu inviato tra i Vani come pegno di pace dopo la lunga guerra tra le due famiglie divine. I Vani erano soliti chiedere consigli al saggio Hoenir, ma questi accettava di rispondere ai loro quesiti solo se poteva consultarsi con Mimir, irritando non poco i signori di Vanaheim. Un giorno, stufi di attendere sempre l'arrivo del dio, lo decapitarono, eliminando cosi i contrattempi che imponeva ai loro consulti con Hoenir. Odino, padre degli dèi e quindi anche di Mimir, si precipitò nel regno dei Vani e, colmo di disprezzo e di dolore, si fece consegnare il capo crudelmente reciso. Ritornato ad Asgardh, il dio cosparse di erbe magiche la testa e, recitando delle litanie a lui solo note, riusci a non farla imputridire. Da allora, nei momenti di necessità, Odino conversa con la testa mummificata, intonando cantilene magiche e chiedendole consigli sulla condotta da tenere.

CULTO

La diffusione dei toponimi che contengono il nome di Odino mostra una concentrazione maggiore nelle zone meridionali ed orientali della Scandinavia. Ad esempio in Danimarca: Oddense, Odense e Vojens; in Svezia: Onslunda Odenslunda, Odenslanda, Onsala, Odensala, etc; in Norvegia meridionale: Onsaaker, Osland, Onsrud. Sono invece totalmente assenti nella Norvegia settentrionale e in Islanda, dove era più diffuso il culto di Thor.


CORRELAZIONI

Voci

Espandi Elenco Voci Correlate
Nome Tipologia Origine Sesso
Adhumla Creature Fantastiche Norreni Femmina
Agnar Umani Norreni Maschio
Agnarr (2) Umani Norreni Maschio
Alberich Creature Fantastiche Norreni Maschio
Alfadur Divinità Norreni Maschio
Angeja Creature Fantastiche Norreni Femmina
Annar Divinità Norreni Maschio
Asgardh Luoghi Norreni Neutro
Asgardreid Eventi Neutro
Askr Umani Norreni Maschio
Baldr Divinità Norreni Maschio
Baugi Creature Fantastiche Norreni Maschio
Beli Creature Fantastiche Norreni Maschio
Berserkir Umani Norreni Maschio
Bestla Creature Fantastiche Norreni Maschio
Bil Semidèi Femmina
Billingr Creature Fantastiche Norreni Maschio
Bodhn Oggetti Norreni Neutro
Bolthorn Creature Fantastiche Norreni Maschio
Bor Divinità Norreni Maschio
Bragi Divinità Norreni Maschio
Brisingamen Oggetti Norreni Neutro
Brokkr Creature Fantastiche Norreni Maschio
Brunilde Divinità Norreni Femmina
Buri (2) Creature Fantastiche Norreni Maschio
Byrgir Luoghi Norreni Neutro
Caccia Selvaggia Eventi Neutro
Dagr (2) Umani Norreni Maschio
Draupnir (1) Oggetti Norreni Neutro
Einheriar Semidèi Maschio
Embla Umani Norreni Femmina
Fenrir Creature Fantastiche Norreni Maschio
Figli di Ivaldi Creature Fantastiche Norreni Maschio
Filmbulvetr Eventi Norreni Neutro
Fjornir Semidèi Maschio
Freki Creature Fantastiche Norreni Maschio
Freya Divinità Norreni Femmina
Frigg Divinità Norreni Femmina
Frodhi Umani Maschio
Gefiun Divinità Norreni Femmina
Geirrodhr (1) Umani Norreni Maschio
Geri Creature Fantastiche Norreni Maschio
Gullfaxi Creature Fantastiche Norreni Maschio
Gungnir Oggetti Norreni Neutro
Gunnlodh Creature Fantastiche Norreni Femmina
Hermodhr Divinità Norreni Maschio
Hjordis Divinità Norreni Femmina
Hjuki Umani Norreni Maschio
Hlidhskjalf Oggetti Neutro
Hlìn Divinità Norreni Femmina
Hodhr Divinità Norreni Maschio
Hoenir Divinità Norreni Maschio
Hreidhmarr Creature Fantastiche Norreni Maschio
Huginn Creature Fantastiche Norreni Maschio
Idromele Oggetti Neutro
Jordh Divinità Norreni Femmina
Kvasir Umani Norreni Maschio
Laga Divinità Norreni Femmina
Loddfafnir Umani Norreni Maschio
Lodhurr Divinità Norreni Maschio
Loki Divinità Norreni Maschio
Mercurio Divinità Romani Maschio
Mimir Divinità Norreni Maschio
Mimisbrunnr Luoghi Norreni Neutro
Muninn Creature Fantastiche Norreni Maschio
Ragnarok Eventi Norreni Neutro
Rati Divinità Hindu Femmina
Rerir Umani Norreni Maschio
Rindr Divinità Norreni Femmina
Rune Concetti
Saga Divinità Norreni Femmina
Sigmundr (1) Umani Norreni Maschio
Sigurdhr Umani Norreni Maschio
Sindri Creature Fantastiche Norreni Maschio
Sleipnir Creature Fantastiche Norreni Maschio
Son Oggetti Norreni Neutro
Starkadhr Umani Norreni Maschio
Suttungr Creature Fantastiche Norreni Maschio
Thor Divinità Norreni Maschio
Tyr Divinità Norreni Maschio
Ulfhedhnir Umani Norreni Maschio
Ullr Divinità Norreni Maschio
Valaskjalf Luoghi Norreni Neutro
Valchirie Divinità Norreni Femmina
Valhalla Luoghi Norreni Neutro
Vali (1) Divinità Norreni Maschio
Vanaheim Luoghi Norreni Neutro
Vani Umani Maschio
Vikarr Umani Norreni Maschio
Vili Divinità Norreni Maschio
Volsungr Umani Norreni Maschio
Voluspa
Divinità Norreni Maschio
Widar Divinità Norreni Maschio
Yggdrasil Creature Fantastiche Norreni Neutro
Ymir Creature Fantastiche Norreni Androgino

Pagine

Racconti

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BIBLIOGRAFIA

Fonti Antiche

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Fonti Moderne

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Titolo Autore Anno
Mitologia slava e greco-romana. Uno studio comparativo Mihai Dragnea 2012