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Racconti:Il cane, il gallo e il maiale

Da Il Crepuscolo degli Dei.

SCHEDA
DATI IDENTIFICATIVI
Continente: Asia
Area: Estremo Oriente
Paese: Corea del Nord, Corea del Sud
Regione: [[{{{regione}}}]]
Provincia: [[{{{provincia}}}]]
Città: [[{{{citta}}}]]
Origine: [[{{{origine}}}]]
Tipologia: Fiabe
Autore o Compilatore: [[{{{autore}}}]]
CLASSIFICAZIONE ATU
Macrogruppo: Racconti di Animali (1-299)
Gruppo:
Numero:
MOTIVI AT
Motivi AT

A2300 - Origine delle caratteristiche animali: corpo
B400 - Animali domestici utili

SEZIONI E TIPOLOGIE
Macrosezione: Folklore
Sezione: Racconti
Sottosezione: Fiabe
Tipologia: Divinità
Sottotipologia: Animali
Specificità: Canidi, Suini, Uccelli
FIGURE CORRELATE
Personaggi
TEMATICHE
Punizione Divina, Pigrizia, Metamorfosi, Ricompensa








Un giorno, il re del Cielo chiamò a sé il cane, il gallo e il maiale e disse loro: “Andate sulla terra per un anno e lì cercate di combinare qualcosa di buono”. I tre animali obbedirono immediatamente. Passato un anno, il re del Cielo li richiamò a sé e domandò loro: “Allora, che avete fatto di buono sulla terra durante tutto questo tempo?” Il maiale fu il primo a rispondere: “Veramente, poiché non avevo molto da fare, ho passato tutto il tempo a mangiare e a dormire”. “Co... cosa?” E il re del Cielo, montato in collera, tagliò di netto il naso del maiale, dandogli quel caratteristico aspetto che ha ancora oggi. Poi fu la volta del gallo di comparire dinanzi al proprio signore. “E tu, che hai fatto durante il tuo soggiorno sulla terra?” “Ogni mattina ho svegliato col mio canto gli uomini, dando l’avvio alla giornata lavorativa.” “Bravo! Meriti un premio.” E il re del Cielo abbellì l’aspetto del gallo con la superba cresta di cui tuttora si fregia. Infine fu il cane a fare il resoconto delle proprie azioni: “Io, giorno e notte, ho montato la guardia alle case degli uomini, perché questi ultimi vivessero sicuri”. “Questa sì che è una buona azione!” E come premio, da quel giorno le gambe del cane, da tre che erano, diventarono quattro. Ed è per questo che ancora oggi il cane, ogni volta che deve orinare, solleva una gamba, a salvaguardia di quel dono divino avuto tanto, tanto tempo fa.

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